GIULIA CAPOCCIA

IV A
Vincitori del canale B (lingua straniera), 2021-2022

Torna alla scheda della scuola
Traccia:
Ambito politico
Rifletti ed argomenta

Quando le stirpi mortali stavano per venire alla luce, gli dei ordinarono a Prometeo e a Epimeteo di dare con misura e distribuire in modo opportuno a ciascuno le facoltà naturali. Epimeteo chiese a Prometeo di poter fare da solo la distribuzione. Nella distribuzione, ad alcuni dava forza senza velocità, mentre donava velocità ai più deboli; alcuni forniva di armi, mentre per altri, privi di difese naturali, escogitava diversi espedienti per la sopravvivenza. ….Secondo questo stesso criterio distribuiva tutto il resto, con equilibrio. Escogitava mezzi di salvezza in modo tale che nessuna specie potesse estinguersi…. Ma Epimeteo non si rivelò bravo fino in fondo: senza accorgersene aveva consumato tutte le facoltà per gli esseri privi di ragione. Il genere umano era rimasto dunque senza mezzi, e lui non sapeva cosa fare. In quel momento giunse Prometeo per controllare la distribuzione, e vide gli altri esseri viventi forniti di tutto il necessario, mentre l'uomo era nudo, scalzo, privo di giaciglio e di armi… Allora Prometeo, non sapendo quale mezzo di salvezza procurare all'uomo, rubò a Efesto e ad Atena la perizia tecnica, insieme al fuoco- infatti era impossibile per chiunque ottenerla o usarla senza fuoco - e li donò all'uomo.
All'uomo fu concessa in tal modo la perizia tecnica necessaria per la vita, ma non la virtù politica.. Allorché l'uomo divenne partecipe della sorte divina, in primo luogo, per la parentela con gli dei, unico fra gli esseri viventi, cominciò a credere in loro, e innalzò altari e statue di dei. Poi subito, attraverso la tecnica, articolò alla voce con parole, e inventò case, vestiti, calzari, giacigli e l'agricoltura. Con questi mezzi in origine gli uomini venivano sparsi qua e là, non c'erano città; perciò erano preda di animali selvatici, essendo in tutto più deboli di loro. La perizia pratica era d'aiuto sufficiente per procurarsi il cibo, ma era inadeguata alla lotta contro le belve(infatti gli uomini non possedevano ancora l'arte politica, che comprende anche quella bellica). Cercarono allora di unirsi e di salvarsi costruendo città, ogni volta che stavano insieme, però, commettevano ingiustizie gli uni contro gli altri, non conoscendo ancora la politica; perciò, disperdendosi di nuovo, morivano. Zeus, dunque, temendo che la nostra specie si estinguesse del tutto, inviò Ermes per portare agli uomini rispetto e giustizia, affinché fossero fondamenti dell'ordine delle città e vincoli d’amicizia.

Platone, Protagora,320c-322c, in I presocratici. Testimonianze e frammenti a cura di G. Giannantoni, Laterza ,Roma-Bari 1981, pp. 899-900